Un nuovo studio mostra che una dose minima di una molecola sperimentale potrebbe rallentare il declino cognitivo rallentando l’Alzheimer

Un nuovo studio, condotto tra la Scozia e Singapore, mostra che una dose minima di una molecola sperimentale potrebbe rallentare il declino cognitivo e mettere un freno all’Alzheimer. Lo studio, pubblicato online sul ‘Journal of Alzheimer’s Disease’, evidenzia l’attività farmacologica dell’idrometiltionina nel cervello di oltre 1.000 pazienti con malattia di Alzheimer da lieve a moderata.

Questi risultati hanno mostrato che, anche alla dose più bassa precedentemente testata in due studi clinici globali di fase III (8 milligrammi al giorno), il farmaco ha prodotto effetti sul declino cognitivo e l’atrofia cerebrale dei soggetti. L’idrometiltionina, assunta come compressa, è un composto che blocca l’aggregazione anomala della proteina tau nel cervello, riconosciuta come un importante fattore collegato alla demenza.

“Poiché disponiamo già di un database sostanziale a supporto della sicurezza e della tollerabilità dell’idrometiltionina negli studi clinici su pazienti con malattia di Alzheimer da lieve a moderata, i risultati aggiuntivi di questa analisi ci hanno dato la fiducia necessaria per espandere la portata del nuovo studio”, ha affermato Claude Wischik, dell’Università di Aberdeen e presidente esecutivo di TauRx Therapeutics Ltd.

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