Interrompere la routine, allentare col lavoro, ritrovarsi con gli amici e a brindare a fare confusione a scartare regali come se non ci fosse un domani. È Natale. E Natale, tutto sommato e checché se ne dica in giro, è bello così. Non per i malati di Alzheimer per i quali invece il cambiamento improvviso degli schemi quotidiani tipico di questo periodo rischia di amplificare lo stato di incertezza e confusione delle fasi intermedie e avanzate di malattia.

Eppure, a seconda delle fasi di malattia, anche chi soffre di Alzheimer riconosce il contenuto emotivo degli stimoli esterni, e, secondo alcuni studi, mantiene una certa memoria emozionale, e percepisce la gioia, trasmessa o evocata dalla musica per esempio. Quindi anche per questi pazienti – 600 mila circa in Italia assistiti direttamente o indirettamente da 3 milioni di persone – Natale può essere un’occasione per stare bene, così come, per chi si occupa di loro, può rappresentare un momento per rilassarsi o distrarsi. Almeno un po’. Come fare? Di seguito, alcuni consigli della Sin, Società Italiana di Neurologia.

Includere, non giudicare e marcare il tempo di festa

Per cominciare, mantenere “una condotta ‘inclusiva’ – dice Gioacchino Tedeschi, ordinario di Neurologia all’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ e presidente Sin. Una condotta cioè, “improntata a coinvolgere il paziente in un clima festoso, accogliente e non giudicante” continua Tedeschi. Può essere un’idea far precedere il momento di festa “da segnali ‘marcatempo’, come addobbi e decorazioni che scandiscano l’evento imminente. In questo modo – aggiunge il neurologo – gli eventi natalizi diventano delle occasioni positive e, addirittura, memorabili per tutto il nucleo familiare”.

Meglio non esagerare con gli invitati

Sarebbe meglio ridurre il numero degli ospiti. Evitare i grandi raduni e magari organizzare visite di due o tre persone per volta aiuta ad allontanare il rischio di stress, sia per la persona ammalata che per il caregiver.

Sindrome del tramonto? Evitare la cena

Se la sera e la confusione sono un problema (sindrome del tramonto) andrebbe valutata la possibilità di evitare la cena e magari optare per un pranzo in compagnia. Oppure di mantenere la stanza ben illuminata.

Troppi rumori? Fare una passeggiata

Se la casa dovesse diventare eccessivamente rumorosa, spostarsi in una stanza tranquilla o uscire a fare una passeggiata. Non tenere la tv accesa durante il pranzo.

Cantare e coinvolgere

Cantare vecchie canzoni o guardare insieme foto di famiglia conforta il malato che andrebbe coinvolto nell’organizzazione dei preparativi, come incartare i regali, apparecchiare la tavola o decorare la casa.

Selezionare luci e addobbi

Però le decorazioni vanno scelte con molta attenzione, perché le luci intermittenti possono confondere o spaventare, e le decorazioni che hanno l’aspetto di cibo potrebbero essere scambiate per oggetti commestibili.

Provare a conservare la routine

Detto ciò per favorire la serenità di chi è affetto da demenza è importante comunque cercare di mantenere anche nei giorni di festa una routine il più possibile normale: prevendendo pause, riposi, e tenendo a portata di mano materiale per semplici attività ripetitive, come guardare il film preferito, piegare fazzoletti, uscire a fare una passeggiata.

Il regalo per il paziente

Cosa regalare a un parente affetto da Alzheimer? Vanno bene capi di abbigliamento comodo, cd musicali, dvd di film, album di fotografie. Naturalmente la scelta del regalo dipende dalla fase di malattia: un oggetto inadeguato potrebbe essere inutilizzabile se non pericoloso per una persona con demenza

Il regalo per il caregiver

Chi si prende cura di un malato di demenza non dovrebbe dimenticare di inserire nella sua lista dei desideri destinata a parenti e amici un buono-regalo che lo aiuti a prendersi cura di sé: pulizie, lavori domestici, assistenza, tempo per riposo e relax.

Se il paziente è in residenza sanitaria assistenziale

Il Natale si può festeggiare anche in questo caso. La SIN consiglia di informarsi sui programmi della struttura e di informare il personale sui piatti, le tradizioni, i canti, le attività che il paziente preferisce. E di ricordare che non è importante la celebrazione, che può essere molto semplice, ma esserci.

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